Nessun contenuto impostato
Eccezione:
Website.Models.ViewModels.Components.General.Banners.BannerComponentVm

Blog

Proteggere i vigili del fuoco dal trauma cranico nelle operazioni di ricerca e soccorso

Ricerca e sviluppo

23 ottobre 2025

Nel mondo ad alto rischio delle operazioni di ricerca e soccorso (SAR), i vigili del fuoco si trovano ad affrontare situazioni imprevedibili: dagli edifici crollati alle emergenze in acque impetuose. In mezzo al caos, una costante rimane: la necessità di una protezione affidabile per la testa. Ma non basta un casco qualsiasi. Per prevenire le lesioni cerebrali traumatiche (TBI) occorre un equipaggiamento progettato appositamente per le realtà delle SAR, non riadattato dall’uso antincendio o industriale. 

Perché i caschi tradizionali non sono all’altezza

Molti dei caschi SAR utilizzati nelle SAR sono stati adattati da altri settori. I caschi dei vigili del fuoco privilegiano la resistenza alle fiamme, mentre quelli industriali si concentrano sulla protezione dagli impatti verticali. Questi modelli spesso trascurano le forze di rotazione, gli impatti laterali e l’adattabilità modulare richieste nelle SAR . Anche piccole distrazioni — come regolare una cinghia o riposizionare le cuffie — possono compromettere l’efficacia di un soccorritore nei momenti critici.

Vigili del fuoco impegnati nel soccorso stradale con indosso i caschi Team Wendy

Corso di addestramento al soccorso stradale con casco SAR

La vera minaccia: gli urti contusivi e rotazionali

SAR espongono spesso i soccorritori a traumi da corpo contundente. La caduta di detriti, gli urti contro le pareti e gli impatti della testa contro il suolo sono eventi comuni. Mentre i test tradizionali sui caschi utilizzano torri di caduta lineari, gli impatti reali comportano un movimento rotatorio, sempre più spesso associato a commozioni cerebrali e lesioni cerebrali a lungo termine.

La ricerca del Team Wendy dimostra che l’accelerazione rotazionale — e non solo l’impatto frontale — è un fattore chiave che contribuisce allo stress cerebrale. Ecco perché i nostri ingegneri hanno sviluppato metodi di prova e materiali avanzati per attenuare queste forze. Il loro lavoro comprende: 

  • Formule chimiche personalizzate per la schiuma, sviluppate internamente per assorbire una vasta gamma di velocità d’impatto
  • DREW (Dummy for Rotational Evaluation of Wearables) — un banco di prova biofidelico che simula cadute con la testa a terra ed eventi di colpo di frusta

DREW: un nuovo standard nei test sui caschi 

In occasione del Simposio sui sistemi di protezione individuale (PASS) del 2025, il Team Wendy ha presentato i risultati ottenuti dal proprio banco di prova DREW. A differenza dei tradizionali test di caduta, DREW rileva sia i movimenti lineari e rotatori della testa, fornendo un quadro più accurato delle prestazioni dei caschi in caso di cadute reali. I loro studi hanno rivelato che le imbottiture dei caschi più rigide — sebbene apparentemente protettive — possono in realtà aumentare le sollecitazioni sulla testa durante gli impatti rotazionali.  

Questa ricerca sta contribuendo a ridefinire gli standard relativi ai caschi e a orientare la progettazione di modelli in grado di garantire una maggiore protezione contro le commozioni cerebrali e i traumi cranici. 

Immagine del banco di prova

DREW (Manichino per la valutazione rotazionale dei dispositivi indossabili)

La salute e il benessere iniziano dall'attrezzatura giusta 

I vigili del fuoco e SAR operano in contesti caratterizzati da forte stress e alto rischio. Il loro equipaggiamento dovrebbe favorire, e non ostacolare, le loro prestazioni. I caschi che riducono l’affaticamento, limitano le distrazioni e proteggono dagli urti reali sono fondamentali per la lucidità mentale, la sicurezza fisica e il benessere a lungo termine. 

L'impegno di Team Wendy a favore di una progettazione basata sulla ricerca, di test realistici e della prevenzione delle lesioni cerebrali traumatiche (TBI) rende omaggio all'eredità della sua omonima, Wendy Moore, tragicamente scomparsa a causa di una lesione cerebrale traumatica. La nostra missione è chiara: proteggere chi protegge gli altri.