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Protezione dagli urti: riduzione del rischio di trauma cranico (TBI)
Elmetti balistici
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5 marzo 2026
Sebbenela resistenza balistica sia un fattore fondamentale nella scelta del casco, essa rappresenta solo una parte dell’equazione della protezione. Altrettanto importante è la capacità del casco di attenuare le forze d’urto che possono causare lesioni cerebrali traumatiche (TBI). Anche quando un casco riesce a fermare un proiettile o un frammento, l’energia dell’impatto può trasferirsi alla testa di chi lo indossa, causando potenzialmente commozioni cerebrali o traumi cerebrali più gravi.
I moderni elmetti balistici sono progettati con sistemi di imbottitura all’avanguardia in grado di assorbire e dissipare l’energia d’urto. Tecnologie come lo Zorbium di Team Wendy® schiuma ed EPIC® I sistemi di imbottitura Fit sono progettati per ridurre il rischio di trauma cranico, gestendo le forze che agiscono sul cranio in caso di urti contro oggetti rigidi. Queste imbottiture includono spesso cuscinetti in schiuma a densità variabile, posizionati strategicamente per attutire gli urti alla testa e garantire il comfort anche in caso di utilizzo prolungato.
Oltre alle minacce balistiche, i caschi devono soddisfare rigorosi standard relativi agli impatti contusivi, quali i requisiti ACH Gen II Blunt Impact dell’Esercito degli Stati Uniti (AR/PD 14-01) e la clausola 4.1.1.1, metodo H, della norma AEP 2902. Questi standard simulano condizioni reali quali cadute, incidenti stradali o sovrapressione da esplosione, garantendo che il casco sia in grado di proteggere da un’ampia gamma di minacce non penetranti.
Nel valutare un elmetto, è opportuno cercare modelli che non solo soddisfino gli standard balistici, ma che superino anche i parametri di riferimento relativi alla resistenza agli urti contusivi. Questa protezione a doppio strato è essenziale per gli operatori che operano in ambienti dinamici in cui sono presenti sia minacce balistiche che da forza contusiva.






