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Immagine tecnologica di un grafico del cervello
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La scienza della mente

Comprendere il trauma cranico

«Un’alterazione del normale funzionamento del cervello che può essere causata da un urto, un colpo o una scossa alla testa, oppure da una lesione penetrante alla testa.» 

La descrizione sopra riportata corrisponde alla definizione di trauma cranico (TBI) fornita dal CDC. I sintomi del trauma cranico possono durare da pochi giorni a tutta la vita. Possono verificarsi alterazioni delle funzioni cognitive, della memoria, della vista, dell’udito, della motricità e delle funzioni emotive.

La maggior parte dei traumi cranici è di lieve entità (spesso definiti “commozioni cerebrali”) e può causare perdita di coscienza o un breve alterazione dello stato mentale. I casi gravi possono portare a perdita di memoria, periodi prolungati di incoscienza o addirittura alla morte. Secondo alcuni studi approfonditi del 2014, la maggior parte dei traumi cranici è causata da una caduta. Il trauma da corpo contundente alla testa è la seconda causa principale.

Foto aerea di tre persone con il casco in un ambiente polveroso

Queste lesioni sono simili a quando si strapazzano le uova ancora nel guscio. Il cervello galleggia nel liquido cerebrospinale (CSF) all’interno del cranio. Se la testa subisce un brusco scossone, il cranio può muoversi troppo rapidamente perché il CSF riesca ad adattarsi. Il cervello subisce una contusione quando urta contro la parete del cranio. In caso di impatto rotatorio, in cui la testa e il collo subiscono una torsione, il cervello può ruotare e i neuroni e i tessuti possono subire uno stiramento, il che è ritenuto un fattore determinante nelle lesioni assonali.

Detto questo, le cause esatte delle lesioni cerebrali rimangono ancora sconosciute. Dipendono sempre dall’accelerazione della testa? Dalla forza dell’impatto? Dall’angolo o dalla direzione dell’impatto? In che modo una serie di impatti sub-commotivi nel corso del tempo, come quelli subiti da un giocatore di football, influisce sul cervello? Team Wendy sta lavorando attivamente e collaborando con scienziati e professionisti del settore medico per rispondere a domande come queste e migliorare la comprensione della società riguardo alle lesioni cerebrali traumatiche (TBI).

Test più realistici

Il Team Wendy continua a condurre test interni e indipendenti per capire in che modo il design dei caschi e delle imbottiture possa ridurre le accelerazioni rotazionali.