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La preparazione inizia prima dell’emergenza: il mio percorso nel campo della medicina d’urgenza e tattica

Comunità e cultura • Ambasciatori del marchio

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19 ottobre 2026

Mi chiamo Sam Boyer-Groff e la mia carriera nella medicina d’urgenza è iniziata quando frequentavo ancora il liceo. Cresciuto nei pressi di Madison, nel Wisconsin, ho conseguito la certificazione in primo soccorso all’aperto e ho svolto attività di volontariato come pattugliatore di sci. Grazie a questa esperienza, ho partecipato a un programma residenziale presso i Vigili del Fuoco di Monona, dove ho ottenuto le certificazioni di Vigile del Fuoco I e II, la certificazione di soccorritore medico d’urgenza (EMT) e, infine, sono diventato paramedico. Quelle prime esperienze mi hanno insegnato l’importanza del lavoro di squadra, del servizio e dell’essere sempre pronti ad affrontare l’imprevisto.

Dopo essermi trasferito in Iowa, ho lavorato per sette anni come paramedico di terapia intensiva mobile. In quel periodo sono anche diventato vice sceriffo di riserva e sono entrato a far parte di una squadra di intervento d’emergenza (ERT/SWAT) come membro della squadra d’assalto. Una delle esperienze di cui vado più fiero di quel periodo è stata quella di aver contribuito a creare un programma medico tattico, unendo la mia passione per la medicina d’urgenza alle operazioni delle forze dell’ordine.

Diversi anni dopo, io e mia moglie ci siamo trasferiti in Colorado, dove sono entrato a far parte di un’importante agenzia di servizi medici di emergenza (EMS) legata a un ospedale e sono diventato membro della sua squadra di Servizi Medici di Emergenza Tattici (TEMS). Oggi fornisco supporto medico a due squadre SWAT, oltre che alle operazioni di ricerca e soccorso e di spegnimento degli incendi boschivi. Lavoro anche come paramedico di volo specializzato in terapia intensiva a bordo di un elicottero nella Front Range del Colorado, intervenendo in caso di emergenze sul campo e trasportando pazienti in condizioni critiche o gravemente feriti da un ospedale all’altro.

Sam Boyer-Groff - ritratto

Nel corso della mia carriera ho sempre creduto nell'importanza della formazione continua. Ho conseguito una laurea triennale in Gestione delle emergenze e sicurezza nazionale e attualmente sto frequentando un master in Paramedicina per le cure intensive presso la Monash University in Australia. L'apprendimento è stato fondamentale man mano che mi sono addentrato in ambiti sempre più specializzati della medicina preospedaliera e delle cure intensive.


Al di fuori del lavoro, mi piace mettermi alla prova negli sport di resistenza, in particolare nelle ultramaratone. Ho completato diverse maratone e gare da 50 km, un’ultramaratona da 50 miglia e la Run Rabbit Run, una gara da 100 miglia sulle montagne del Colorado. La corsa mi offre l’opportunità di trascorrere del tempo all’aria aperta, mettendo continuamente alla prova i miei limiti fisici e mentali.

Condivisione delle conoscenze attraverso PrepMedic

Nel 2018 ho fondato PrepMedic, un marchio di contenuti educativi incentrato sulla medicina d'urgenza, la medicina tattica, la sicurezza pubblica e le attrezzature professionali.

Quello che era iniziato come un canale YouTube è diventato una comunità con oltre 650.000 iscritti su YouTube e più di 70.000 follower su Instagram. Il mio obiettivo è sempre stato semplice: fornire contenuti pratici e informativi basati sull’esperienza concreta, offrendo al contempo agli spettatori uno sguardo autentico sulle persone, sulle attrezzature e sulle sfide che caratterizzano i servizi di emergenza.

Attraverso articoli di formazione medica, recensioni di attrezzature e contenuti “dietro le quinte” relativi al soccorso medico d’emergenza (EMS), alla medicina aerea, alla medicina tattica e alla sicurezza pubblica, cerco di rendere queste professioni più accessibili e comprensibili sia ai professionisti che al grande pubblico.

Perché la prevenzione è importante

Avendo dedicato la mia carriera alla cura degli infortuni e alla gestione delle emergenze, sono giunto alla conclusione che la vera preparazione medica inizi molto prima che si verifichi un infortunio.

Caschi, cinture di sicurezza, airbag e norme di sicurezza sono alla base di una buona medicina, perché prevenire un infortunio sarà sempre meglio che curarlo.

Sam Prepmedic 1

Come soccorritore sciistico, ho assistito a traumi cranici che hanno cambiato la vita delle persone e che avrebbero potuto essere evitati o ridotti in modo significativo grazie all’uso del casco. Quelle esperienze mi hanno segnato profondamente. Oggi trascorro innumerevoli ore indossando il casco, sia per motivi professionali che per svago, e grazie a esso ho evitato personalmente diverse commozioni cerebrali.

Posso insegnare a qualcuno come riconoscere e gestire un trauma cranico, ma prevenire che tale trauma si verifichi è di gran lunga più efficace.

Perché Team Wendy

Questa filosofia è uno dei motivi per cui * Team Wendy * mi colpisce così profondamente.

I caschi che indosso devono aiutarmi, non ostacolarmi. Che si tratti di supportare operazioni tattiche, svolgere missioni mediche in volo o trascorrere del tempo all’aria aperta, ho bisogno di attrezzature di cui potermi fidare. L’attenzione che Team Wendy dedica alla protezione, al comfort e alla funzionalità mi permette di indossare i loro prodotti per lunghi periodi senza distrazioni e con la certezza che daranno il meglio quando conta di più.

Ciò che mi ha colpito di più, però, sono state le persone che stanno dietro a questi prodotti.

Quando ho incontrato i progettisti, gli ingegneri, gli scienziati e i responsabili di progetto dell’ Team Wendy, mi è apparso subito chiaro che la loro priorità è realizzare il casco migliore e più protettivo possibile, non semplicemente creare l’ennesimo prodotto. La loro continua ricerca nel campo della protezione contro le minacce operative e sul campo di battaglia, in continua evoluzione, dimostra un impegno sincero nel migliorare la protezione della testa.

Ciò che mi colpisce è la sensazione che " Team Wendy " non lanci un prodotto sul mercato semplicemente perché ne ha la possibilità. Lo fa perché ritiene che possa proteggere meglio chi lo indossa.

Team Wendy Sam Boyer-Groff, ambasciatore del marchio

Avendo costruito la mia carriera aiutando le persone nei momenti più difficili della loro vita, questa missione è perfettamente in linea con la mia. Team Wendy sa bene che la preparazione non consiste solo nel reagire quando qualcosa va storto, ma anche nell’adottare le misure giuste per prevenire gli infortuni prima che si verifichino.

È una missione che sostengo con orgoglio.