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Un nuovo esame del sangue per la lesione cerebrale traumatica (TBI) cambia il futuro della previsione delle lesioni cerebrali

Ricerca e sviluppo

1 marzo 2021

Manifesto per il Mese della sensibilizzazione sulle lesioni cerebrali

Uno strumento medico innovativo può influenzare il futuro della protezione della testa

Il trauma cranico (TBI) colpisce milioni di persone ogni anno. Il Mese della sensibilizzazione sul trauma cranico, che si celebra a marzo, richiama l’attenzione necessaria sulla prevenzione del trauma cranico e offre l’opportunità di promuovere strategie volte a migliorare la qualità della vita delle persone affette da trauma cranico e delle loro famiglie.

Sappiamo che un segmento della popolazione ad alto rischio di trauma cranico è costituito proprio dai gruppi che il Team Wendy si impegna a proteggere: i nostri militari e i soccorritori.

Secondo il Dipartimento della Difesa, dal 2000 a oltre 400.000 militari in servizio attivo è stata diagnosticata una lesione cerebrale traumatica (TBI). In un precedente articolo del blog, ho analizzato uno studio condotto nel Regno Unito che ha evidenziato come il 40% degli agenti di polizia intervistati dall’Università di Exeter avesse perso conoscenza a causa di traumi cranici, rispetto a un tasso del 12% di lesioni simili nella popolazione generale.

Stanno nascendo soluzioni moderne per affrontare questo problema che si protrae da decenni, tra cui uno strumento basato sull’intelligenza artificiale in grado di rilevare lesioni cerebrali e la nostra nuova attrezzatura per i test di impatto presso Team Wendy.

All’inizio di quest’anno, Abbott, un’azienda specializzata in dispositivi medici e assistenza sanitaria, ha annunciato l’approvazione da parte della Food and Drug Administration (FDA) statunitense del primo test rapido portatile per il trauma cranico. Il test è stato sviluppato in collaborazione con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Utilizzando un piccolo campione di sangue prelevato dal braccio, il dispositivo è in grado di analizzare il plasma del paziente e fornire i risultati in 15 minuti. Si tratta di una svolta rivoluzionaria per una patologia in cui ogni minuto è fondamentale per ottenere una diagnosi accurata.

Il test rileva la presenza nel sangue di specifiche proteine che, è stato dimostrato, si trovano in concentrazioni elevate a seguito di un trauma cranico lieve. I risultati possono essere utilizzati per aiutare a stabilire se un paziente necessiti di una TAC o di una risonanza magnetica tradizionale ai fini di una diagnosi più approfondita; ciò può ridurre lo spreco di tempo e denaro derivante dalla prescrizione di esami non necessari. La semplicità del test può inoltre contribuire a contrastare il fenomeno delle commozioni cerebrali non segnalate o non diagnosticate da parte di persone che, in genere, non ricorrono alle cure mediche dopo aver subito un trauma cranico lieve.

I test sui biomarcatori, come quelli di Abbott, rappresentano un altro strumento che possiamo utilizzare per capire come formulare previsioni più accurate ed esaustive sulle lesioni cerebrali – e sfruttare tali dati per sviluppare nuove tecnologie per i caschi, come un'imbottitura per caschi da combattimento in grado di attenuare meglio gli impatti rotazionali alla testa. Noi di Team Wendy stiamo conducendo ricerche approfondite utilizzando sistemi di sensori nell’ambito del progetto PANTHER. In futuro, potremmo essere in grado di utilizzare sensori integrati nei caschi sul campo per determinare in tempo reale in che modo gli operatori subiscono gli impatti.

Nuovi metodi di raccolta e valutazione dei dati sul trauma cranico porteranno a nuove strategie per prevenirlo.

Di Ron Szalkowski

Direttore dello sviluppo dei prodotti e delle collaborazioni di ricerca