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Comprendere la differenza tra impatti alla testa di tipo lineare e rotazionale e il futuro della sicurezza dei caschi
Ricerca e sviluppo
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13 marzo 2024
I caschi sono da tempo considerati un equipaggiamento protettivo indispensabile in numerosi ambiti, dal ciclismo al football americano, fino alle applicazioni militari e di polizia. Tuttavia, man mano che la nostra comprensione delle lesioni alla testa si evolve, sta diventando chiaro che non tutti gli urti sono uguali e che i test tradizionali sui caschi potrebbero tralasciare un tassello fondamentale del puzzle.
È qui che entra in gioco la distinzione tra impatti linearierotazionalialla testa.Gli impatti lineari comportano una forza in linea retta, come quando si sbatte la testa contro un muro. L’accelerazione lineare fa sì che il cervello si sposti lungo un unico asse: in avanti, all’indietro o lateralmente. I caschi odierni eccellono nell’attenuare questi impatti, distribuendo la durata dell’impatto e riducendo le forze di picco sul cranio. Pensatelo come una zona di deformazione per la vostra testa.
Gli impatti rotazionali,invece, comportano forze di torsione o di taglio che possono verificarsi in caso di cadute e atterraggi scomodi, durante impatti obliqui o in situazioni che comportano una significativa flessione del collo. Queste forze possono causare lo spostamento del cervello all’interno del cranio, con il rischio di provocarelesioni cerebrali traumatiche (TBI) e altre gravi lesioni alla testa. I test tradizionali sui caschi spesso faticano a rilevare queste complesse forze rotazionali.
Perché è importante? Perché la ricerca suggerisce chegli impatti rotazionali potrebbero essere una delle principali cause delle lesioni cerebrali.È qui che entra in gioco l’entusiasmante mondo dei nuovi metodi di test dei caschi. Grazieal lavoro del Team Wendy con il programma PANTHER, i ricercatori stanno sviluppando metodi innovativi per misurare e valutare l’efficacia dei caschi contro gli impatti rotazionali. Questi metodi prevedono l’uso di sensori avanzati, manichini di prova sofisticati e persino modelli computazionali per riprodurre al meglio gli scenari reali.
Le implicazioni sono significative. Comprendendo le sfumature degli impatti rotazionali e sviluppando metodi di prova più efficaci, possiamo progettare caschi in grado di offrire una protezione più completa, con conseguente riduzione dei traumi cranici e di altre gravi lesioni alla testa.
All’inizio del 2024, il Team Wendy ha installato un nuovissimo banco di prova dedicato all’analisi degli impatti rotazionali sui portatori di casco. Questa capacità di ricerca in sede consentirà ai nostri ingegneri di testare ulteriormente l’effetto di tali impatti e di sviluppare nuovi modelli di caschi e nuove tecnologie per mitigare le lesioni che essi causano in futuro.
Sebbene ci sia ancora molta strada da fare, lo sviluppo di nuovi metodi di prova rappresenta un raggio di speranza per il futuro della sicurezza dei caschi. Grazie a una comprensione più approfondita delle forze sia lineari che rotazionali, possiamo realizzare caschi in grado di proteggere davvero ciò che conta di più: il nostro cervello.











